Qui trovi il racconto delle opere e dei
luoghi più belli del nostro Santuario
Here you can explore the stories behind the
Sanctuary’s most beautiful artworks and areas.
Il dipinto racconta la Fede, che qui viene rappresentata come una figura femminile in adorazione dell’Ostia. The painting depicts Faith, represented as a woman adoring the Holy Sacrament.
L’opera ricorda un miracolo legato a Papa Pio V, il pontefice domenicano conosciuto anche per la vittoria nella battaglia di Lepanto. It recalls a miracle linked to Pope Pius V, the Dominican pontiff known for his role in the Battle of Lepanto.
Secondo la tradizione, Pio V attraversava l’area del circo di Nerone con l’ambasciatore polacco, che gli aveva chiesto delle reliquie di grande valore. Allora Pio V raccolse un pugno di terra, lo avvolse in un telo offertogli dall’ambasciatore e la benedì. According to tradition, while crossing the Circus of Nero with the Polish ambassador—who had asked him for precious relics—Pius V gathered a handful of soil, wrapped it in a cloth offered by the ambassador, and blessed it.
Quando l’ambasciatore lo riaprì, nel telo non c’era più terra ma il sangue fresco dei martiri, e questo era il segno della fede del pontefice. When the ambassador later opened it, the soil had turned into the fresh blood of martyrs—sign of the Pope’s great faith.
Il dipinto raffigura la Vergine Maria che viene incoronata in cielo, circondata da luce e gloria. The painting shows the Virgin Mary being crowned in Heaven, surrounded by light and glory.
Accanto a lei compaiono le figure che hanno preparato e profetizzato questo momento: il santo re Davide, i genitori di Maria, i santi Anna e Gioacchino che assistono alla sua gloria. Beside her are figures who prepared and prophesied this moment: King David, and Saints Anne and Joachim, Mary’s parents.
Il cartiglio: in alto, un cartiglio riporta le parole del profeta Osea “Quasi Oliva gloria eius” (Osea 14,7), che significa “La sua gloria sarà come quella dell’olivo”. At the top, a scroll reads the words of the prophet Hosea: “Quasi oliva gloria eius” (Hosea 14:7) — “His glory shall be like that of the olive tree.”
In questa cappella trovi memorie legate all’Ordine Domenicano, che per molti anni custodirono il Santuario. This chapel recalls the Dominican Order, custodians of the Sanctuary for many years.
Il dipinto è un’opera giovanile di Guido Reni e raffigura la Vergine mentre offre a san Domenico il santo Rosario. This early work by Guido Reni depicts the Virgin offering the Holy Rosary to Saint Dominic.
Ai piedi di Maria si trova un cantaro (un grande vaso), dal quale sbocciano i Misteri del Rosario, che sono rappresentati come piccoli medaglioni che si aprono come fiori. At her feet stands a cantaro (large vase) from which the Mysteries of the Rosary are shown as small medallions blossoming into flowers.
Il cartiglio: all’interno della cappella compare la scritta Tau, ultima lettera dell’alfabeto ebraico, che indica il compimento e l’unione di tutte le cose in Dio. A scroll inside the chapel bears the letter Tau, the last of the Hebrew alphabet—symbol of completion and unity in God.
L’opera rappresenta l’Assunzione di Maria in cielo. Ai suoi piedi si stende la città di Bologna, riconoscibile dalle sue mura e dalle sue chiese. The fresco depicts the Assumption of Mary into Heaven. Beneath her lies the city of Bologna, easily recognizable by its walls and churches.
Attorno compaiono i santi più amati dalla città, che partecipano alla gloria della Vergine. Around her are the city’s beloved patron saints, sharing in her glory.
Sul lato opposto, meno visibile, si trova la Santissima Trinità. On the opposite side, less visible, appears the Holy Trinity.
I dipinti, tutti di Vittorio Bigari (1755–1764), ricordano la tradizione secondo cui fu san Luca a dipingere l’iconografia mariana e sottolineano la protezione della Vergine sulla città. These frescoes recall the tradition that Saint Luke was the first to paint the Virgin Mary, highlighting her protection over Bologna.
Nel primo dipinto che si incontra, nella conca absidale, la Vergine Maria tiene con tenerezza il Figlio tra le braccia, sotto lo sguardo dell’Eterno Padre e dello Spirito Santo, e circondata dagli angeli. In the central scene, Mary tenderly holds the Child under the gaze of the Eternal Father and the Holy Spirit, surrounded by angels.
Ai suoi piedi, san Luca dipinge la sua immagine su una tavola sostenuta dagli angeli. At her feet, Saint Luke paints her image on a tablet held by angels.
Ai suoi piedi, san Luca dipinge la sua immagine su una tavola sostenuta dagli angeli.
Dalla tribuna che si affaccia sull’intero Santuario, è possibile fermarsi in preghiera davanti alla Venerata Immagine: la Vergine Maria che mostra il Figlio, via che conduce al Padre. From the tribune overlooking the Sanctuary, visitors can pause in prayer before the Venerated Image: the Virgin Mary showing the Child—the way that leads to the Father.
L’Icona, secondo la tradizione, fu dipinta dall’evangelista Luca e giunse a Bologna nel 1160. Fu affidata alla custodia di Angelica Bofantini, una donna laica bolognese che si impegnò per la costruzione del Santuario sul Colle della Guardia. According to tradition, the icon was painted by the Evangelist Luke and brought to Bologna in 1160. It was entrusted to Angelica Bofantini, a laywoman who dedicated herself to the building of the Sanctuary on the Colle della Guardia.
Oggi l’immagine è custodita in una teca di rame argentato realizzata nel 1625 su iniziativa delle monache domenicane che abitavano l’eremo. Sul retro della teca si trovano alcune carte che ricordano i restauri avvenuti nel tempo e un’iscrizione con i nomi delle monache che abitavano il Santuario. La data incisa all’interno della custodia testimonia che, almeno dal 1625, l’Icona ha conservato le stesse dimensioni e la stessa struttura che vediamo oggi. Today, the image is kept in a silver-plated copper case made in 1625 by Dominican nuns who lived in the hermitage. On its back are notes of restorations and an inscription listing the nuns’ names. The date engraved inside confirms that since at least 1625, the icon has retained its current size and form.
Il miracolo del sole: nel 1443, durante un periodo di piogge e carestia, l’Immagine fu portata in città con grande devozione. Al suo arrivo, il maltempo sparì e spuntò di nuovo il sole. I cittadini di Bologna lo interpretarono come un segno della sua intercessione. The Miracle of the Sun: In 1443, during a time of rain and famine, the image was carried into the city. Upon arrival, the storm ceased and the sun shone again—a sign of the Virgin’s intercession.
Da allora l’Icona della Madonna di San Luca, che riporta all’iconografia bizantina e russa, è simbolo di protezione per Bologna e ogni anno scende dal Colle in processione, accolta con devozione dai cittadini. Un rituale solenne in cui la Madonna si ferma in città per tutta la settimana, tra celebrazioni e adorazioni, che diventa un tempo di fede e di consolazione per l’intera città. Since then, the Madonna of San Luca, rooted in Byzantine and Russian iconography, has been the symbol of Bologna’s protection. Every year she descends from the hill in solemn procession, remaining in the city for a week of prayer and celebration—a time of faith and comfort for all.
Nella Sagrestia Maggiore del Santuario si conserva un dipinto di grande valore attribuito al Guercino. In passato, alcune guide lo avevano indicato come Gesù e la Maddalena, ma l’immagine chiarisce che la donna raffigurata è Maria, la Madre di Gesù: il fatto che tocchi il corpo del Risorto esclude infatti che si tratti della Maddalena. The Main Sacristy houses a remarkable painting by Guercino. Once described as Christ and Mary Magdalene, it is now recognized as The Risen Christ Appearing to the Virgin. The fact that the woman touches the risen body excludes the Magdalene and confirms that it is Mary, His Mother.
Il dipinto è ricordato per la prima volta nel Santuario nella guida di Ricci-Zucchini del 1930. Oggi è riconosciuto come l’Apparizione del Risorto alla Vergine. Il Catalogo Generale dei Beni Culturali (ICCD2425201) lo definisce “copia autografa” del 1630 di un’opera che il Guercino aveva realizzato due anni prima, nel 1628, e che si trova ora nella Pinacoteca di Cento. First mentioned in a 1930 guide by Ricci-Zucchini, the painting is now catalogued as an autograph copy (ICCD2425201) of the 1628 original which is in the Pinacoteca of Cento.
L’opera presenta un’iconografia rara: Cristo Risorto appare anzitutto alla Madre, che aveva mantenuto la fede sostenuta dalla Scrittura (sul tavolo, dietro di lei, si vede un libro aperto che richiama l’Annunciazione). Gesù entra nella stanza come portato da un vento impetuoso: regge il vessillo bianco con la croce rossa della Resurrezione, mentre lo stesso vento gonfia il suo ampio mantello azzurro. The rare iconography shows Christ appearing first to His Mother, who had kept faith supported by the Scriptures (a book open behind her recalls the Annunciation). Jesus enters the room borne by a mighty wind, holding the white banner with the red cross of the Resurrection. The same wind billows out His blue cloak.
Il suo volto è sereno, lo sguardo affettuoso rivolto alla Madre, e la scena rappresenta uno dei rarissimi abbracci del Figlio adulto con Maria: egli la cinge delicatamente con il braccio, mentre lei gli tende la mano toccando la piaga del costato. Da quella ferita erano sgorgati sangue e acqua, segno dell’Eucaristia e della Chiesa di cui Maria è Madre. His face is serene, His gaze tenderly turned towards His Mother. The scene captures one of the few embraces between the adult Son and Mary: He gently places His arm around her as she reaches out to touch the wound in His side—from which flowed blood and water, symbols of the Eucharist and the Church, of which Mary is the Mother.
Il dipinto proviene dall’antica chiesa dei Santi Lorenzo e Orsola, che si affacciava su via San Vitale ed è oggi sede di quartiere. The painting originally came from the ancient church of Saints Lawrence and Ursula on Via San Vitale.
L’opera racconta la Madre di Dio nel momento della sua assunzione in cielo. La veste bianca sottolinea la purezza di Maria, che apre la porta della salvezza, annunciata da san Giovanni Battista. The work depicts the Virgin Mary at the moment of her Assumption. Her white robe symbolizes purity, as she opens the gates of salvation announced by Saint John the Baptist.
Compaiono con lei anche i santi Pietro e Paolo, simbolo della Chiesa. With her appear Saints Peter and Paul, symbols of the Church.
La Vergine col Bambino in gloria è onorata dai santi protettori di Bologna: Petronio, Domenico, Francesco, Ignazio di Loyola, Francesco Saverio e Floriano. The Virgin and Child in glory are honoured by Bologna’s patron saints: Petronius, Dominic, Francis, Ignatius of Loyola, Francis Xavier, and Florian.
Tutti si innalzano verso il cielo sopra la città, riconoscibile dal suo profilo caratteristico. They rise toward Heaven above the city’s familiar skyline.
Il cartiglio: in alto, si legge un cartiglio con la scritta “Orant pro populo et universa civitate”, cioè “Pregano per il popolo e per tutta la città”. At the top, a scroll reads: “Orant pro populo et universa civitate”—“They pray for the people and for the entire city.”
La frase richiama un passo del Secondo libro dei Maccabei, dove si dice del profeta Geremia: “Questi è l’amico dei suoi fratelli, colui che innalza molte preghiere per il popolo e per la città santa”. The phrase echoes 2 Maccabees, describing the prophet Jeremiah: “This is the friend of his brethren, who prays much for the people and for the holy city.”
La crocifissione è un’opera particolare, che unisce scultura e pittura. A unique composition combining sculpture and painting.
Il Cristo in croce, scolpito da Angelo Piò (1690–1769), emerge in rilievo davanti a un grande dipinto che raffigura il Calvario con i due ladroni e la folla di soldati. The sculpted Christ on the Cross, by Angelo Piò (1690–1769), stands in relief before a large painting of Calvary with the two thieves and surrounding soldiers.
Ai lati della scena, sempre di Piò, si trovano le statue della Vergine Maria e di san Giovanni, che condividono il dolore ai piedi della croce. At the sides, also by Piò, are statues of the Virgin Mary and Saint John, sharing the sorrow at the foot of the Cross.
Nella cupola centrale, Giuseppe Cassioli raffigura papa Benedetto XV che invoca la pace, circondato da alcuni prelati bolognesi, tra cui il cardinale Nasalli Rocca, allora arcivescovo di Bologna. In the central dome, Giuseppe Cassioli portrays Pope Benedict XV imploring peace, surrounded by Bolognese prelates, including Cardinal Nasalli Rocca, then Archbishop of Bologna.
L’opera fu realizzata tra il 1922 e il 1932, all’interno del grande ciclo decorativo della cupola. The fresco was created between 1922 and 1932 as part of the dome’s grand decorative cycle.
Già nel XII secolo alcune fonti raccontano di un piccolo eremo sul Colle della Guardia, dove viveva l’eremita Eutimio, arrivato da Costantinopoli con un’immagine della Vergine dipinta su legno di cedro. As early as the 12th century, sources mention a small hermitage on the Colle della Guardia, inhabited by the hermit Euthymius, who had arrived from Constantinople bringing with him a cedar-wood image of the Virgin.
Nel 1741, grazie al Comune e a tanti devoti bolognesi, iniziarono i lavori per costruire il Santuario come lo vediamo oggi, su progetto di Carlo Francesco Dotti. L’interno è ricco di affreschi e dipinti realizzati da artisti bolognesi come Bigari, Viani, Bertoni e Crespi, autore della cupola. Nella terza cappella di destra si trova anche una Madonna del Rosario di Guido Reni. L’altare maggiore fu aggiunto nel 1815 su disegno di Angelo Venturoli. In 1741, thanks to the Municipality and many faithful citizens, construction began on the Sanctuary as we see it today, designed by Carlo Francesco Dotti. Its interior is adorned with frescoes and paintings by Bolognese artists such as Bigari, Viani, Bertoni, and Crespi, who painted the dome. In the third chapel on the right is also a Madonna of the Rosary by Guido Reni. The main altar was added in 1815, designed by Angelo Venturoli.
Il portico che collega il Santuario alla città fu costruito per proteggere i fedeli durante la salita. I lavori iniziarono il 28 giugno 1674 e si conclusero nel 1774 grazie alla generosità dei cittadini e al progetto di Lodovico Generoli. The long portico connecting the Sanctuary to the city was built to shelter pilgrims during the ascent. Construction began on June 28, 1674, and was completed in 1774 thanks to the generosity of Bologna’s citizens and the design of Lodovico Generoli.
Con i suoi 3.796 metri, 600 arcate e 15 cappelle dedicate ai Misteri del Rosario, è il portico più lungo del mondo. Dal 2021 è Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Stretching 3,796 meters with 600 arches and 15 chapels dedicated to the Mysteries of the Rosary, it is the longest portico in the world. Since 2021, it has been a UNESCO World Heritage Site.